Tra una battuta su Wimbledon e la finale del Mondiale di calcio, l’ultima puntata di Divagazioni di Rugby — Danilo di DanPat con Cristian Loviseto di Anonima Piloni — ha finito per infilarsi nella domanda che ogni tifoso azzurro si porta dietro da un mese: chi c’è, davvero, dietro ai titolari dell’Italia? La risposta, per una volta, non è “nessuno”. Ed è una notizia.
Il contesto rende il tema urgente: Tommaso Menoncello ha appena salutato Treviso per il Tolosa dopo sei stagioni, il tour estivo ha ruotato mezza rosa e il Mondiale australiano del 2027 — esordio contro il Sudafrica il 3 ottobre ad Adelaide — è il punto all’orizzonte verso cui ogni scelta comincia a orientarsi.
Il salto dall’Under 20: la regola della pazienza
Il Mondiale U20 ha acceso i riflettori su una generazione intera, e il rischio di bruciare le tappe è dietro l’angolo. Nel confronto tra i due, il parallelo più interessante riguarda Nicola Luisato: per Loviseto può ripetere il percorso di Marcos Gallorini, un giocatore devastante a livello giovanile che ha dovuto costruirsi lo step successivo. Diverso il discorso su Mattia Andretti, che entrambi vedono più pronto: più completo, più adattabile, uno a cui il salto di categoria dovrebbe costare meno.
Non è che automaticamente a 20 anni sei nell’Under 20 e l’anno dopo sei un fenomeno a livello internazionale. Non funziona così con tutti.
È il cuore del ragionamento. I due ricordano il caso Scalabrin — partite “da fenomeno assoluto” in U20 due anni fa, ancora in attesa di conferme al piano di sopra — e rovesciano l’argomento di chi dice che l’U20 azzurra “non prepara”: la maturazione ha tempi individuali, e c’è chi come Giacomo Nicotera a 20 anni non era nemmeno nel radar. Senza contare la sfortuna: Ragusi e Alessandro Drago, tra i più promettenti, hanno visto le loro stagioni spezzate dagli infortuni.
Falchetto e i paragoni da maneggiare con cura
Il nome nuovo del dibattito è quello di Falchetto, 18 anni, linee di corsa che Loviseto definisce “meravigliose”. Nelle chat qualcuno ha già azzardato il paragone con Menoncello, e qui i due frenano all’unisono: “pianissimo”. Il talento c’è, i paralleli con uno dei centri più forti del mondo sono un peso che a 18 anni non serve.
Casarin, il “futuro Brex”?
Su Casarin l’entusiasmo è vecchio di un anno — “un flanker aggiunto in mezzo al campo”, lo aveva definito DanPat — ma resta il punto di domanda sulla fisicità, il fattore che separa i centri di prospettiva da quelli veri. La storia recente invita alla prudenza: Drago, Mori (in Francia ma fuori dal giro azzurro), Zanon. La casella di erede di Brex, insomma, è ancora tutta da scrivere.
Chi sono i talenti U20 più pronti per il salto?
Secondo il duo di Divagazioni, i più vicini al livello superiore sono Mattia Andretti, già a suo agio contro avversari più grandi, Nicola Luisato per potenziale atletico e Dylan Casarin per letture e ubiquità, con Falchetto come outsider di prospettiva. Restano punti di domanda legati a fisicità, continuità e infortuni.
Il triangolo allargato verso il 2027
L’altra metà del discorso riguarda chi c’è già. La profondità nel triangolo allargato è tale che una settimana fa è rimasto fuori un titolare come Ioane, mentre Capuozzo, Trulla e Gallagher non sono nemmeno partiti per il tour. Simone Gesi, che tre anni fa “vox populi” reclamava in azzurro, oggi ha 7-8 giocatori davanti nelle gerarchie; Malik Faissal resta un punto di domanda in cerca di continuità, e nel video si racconta anche di giovani come Andretti già aggregati alla preseason del Benetton.
Il gioco si fa serio quando si arriva alla domanda delle domande: chi gioca estremo alla prima del Mondiale 2027 contro il Sudafrica? La linea che emerge da Divagazioni è chiara: Pani sopra Capuozzo “per i valori attuali”, con Capuozzo spostato all’ala e l’altra maglia contesa tra Lynagh, Faissal e Ioane — anche perché, si ragiona nel video, uno come Rassie Erasmus metterebbe subito nel mirino un estremo leggero. Opinioni, ovviamente. Ma il fatto che la discussione esista è la vera notizia.
Il calendario, quello sì, è ufficiale: l’Italia debutta contro i campioni del mondo del Sudafrica domenica 3 ottobre 2027 ad Adelaide (5:45 italiane), poi Romania l’11 ottobre a Sydney e Georgia il 17 ottobre a Newcastle (3:15 italiane), nel Girone B.
Per anni il problema dell’Italia è stato la coperta corta. Oggi il problema è scegliere. Ed è il tipo di problema che le squadre vere si augurano di avere.
Leggi anche
- Italia U20 travolge la Georgia 43-19
- Mondiale U20 2026: cinque talenti da non perdere
- Marcos Gallorini, due culture e un solo sogno azzurro
Siete d’accordo con le gerarchie di Divagazioni? Scrivetelo nei commenti e iscrivetevi al canale DanPat Rugby per non perdere le prossime puntate.
DANPAT Rugby — analisi e divagazioni di rugby dal punto di vista di chi il campo lo ha calpestato davvero.
