Nei tornei brevi, la prima partita pesa il doppio. E l’Italia Under 20 lo ha imparato a sue spese: il ko all’esordio con la Scozia non chiude il Mondiale, ma ne complica parecchio i piani.
un passo falso nella prima giornata è molto invalidante
Cosa rischia ora l’Italia U20? Il calendario non lascia respiro: giovedì 2 luglio arriva il Giappone, martedì 7 luglio la Nuova Zelanda. La sconfitta con la Scozia, considerata la gara più abbordabile e quindi decisiva del girone, costringe gli azzurri a inseguire fin da subito.
Perché la Scozia era la partita chiave
Nel Pool B, dove l’Italia se la vede con Nuova Zelanda, Scozia e Giappone, il match con gli scozzesi era — nelle parole di DanPat — il più importante del torneo. La logica era semplice: vincere quella, poi giocarsi alla pari il Giappone, e magari arrivare a punteggio pieno alla sfida con la Nuova Zelanda, con in palio addirittura il primo posto. Quel piano, ora, va riscritto.
Il calendario che resta
Restano due appuntamenti, entrambi a Kutaisi: il Giappone giovedì 2 luglio, avversario contro cui gli azzurri possono e devono dire la loro, e la Nuova Zelanda martedì 7 luglio, da affrontare comunque a viso aperto. Non finisce qui: c’è ancora tutto un Mondiale da giocare, e il talento di questo gruppo — lo si è visto a sprazzi anche contro la Scozia — resta un patrimonio.
La lezione
La sensazione, condivisa anche dai ragazzi, è di una partita che si poteva vincere. Un po’ come al Sei Nazioni, dove l’Italia aveva perso proprio con la Scozia all’esordio. Il messaggio di DanPat è netto: il talento individuale non basta, serve la collettività. Ma il sostegno a questi azzurrini non si discute — il Mondiale è ancora tutto da scrivere.
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