L’Italia torna in campo, e lo fa dall’altra parte del mondo. Con il debutto del Nations Championship, il nuovo torneo nato dall’intesa tra Six Nations Rugby e SANZAAR, gli Azzurri affrontano tre trasferte di fila nell’emisfero sud: un tour breve ma durissimo, che dice molto su dove può arrivare questa squadra a un anno dalla Coppa del Mondo.
Il calendario: tre tappe in tre settimane
Si parte sabato 4 luglio a Tokyo, allo stadio Chichibunomiya, contro il Giappone. Una settimana dopo, l’11 luglio, la sfida più affascinante: la Nuova Zelanda a Wellington, allo Sky Stadium. Si chiude il 18 luglio a Perth, all’HBF Park, contro l’Australia. Tre avversari, tre livelli di difficoltà diversi, in tre fine settimana consecutivi.
Quante partite può vincere l’Italia?
Sul pronostico DanPat si sbilancia con le percentuali: l’Italia parte leggermente favorita col Giappone (intorno al 60-40), sfavorita in Australia e nettamente sfavorita contro gli All Blacks. La partita col Giappone, quindi, è quella che si deve provare a vincere davvero: a un anno dal Mondiale lo spazio per gli esperimenti si è ridotto. L’obiettivo realistico è tornare a casa con tre buone prestazioni, alzando l’asticella rispetto al passato.
Firmerei per perderle tutte e tre, ma per battere l’Inghilterra agli ottavi del Mondiale l’anno prossimo.
È il paradosso che fotografa il momento: la generazione attuale non vuole più accontentarsi della vittoria di prestigio isolata, ma punta a costruire qualcosa che conti quando saranno in palio gli ottavi iridati.
Il Giappone senza Eddie Jones in panchina
Un dettaglio non da poco: contro l’Italia, il Giappone non avrà Eddie Jones in panchina. Il tecnico è stato sospeso per quattro partite e gli è vietato persino l’ingresso allo stadio per la sfida del 4 luglio, dopo gli episodi di abusi verbali nei confronti degli arbitri durante il tour dell’Under 23 nipponica in Australia. Jones tornerà in cabina di regia solo l’11 luglio, contro l’Irlanda. È un’assenza pesante per i nipponici, che secondo DanPat dovranno fare i conti anche con qualche indisponibilità tra i mediani legati agli impegni dei club nel Top 14.
Chi arriva tardi e chi tira il fiato
Quesada gestirà le forze. Gli italiani impegnati nella finale di Premiership del 20 giugno — il trio dell’Exeter (Varney, Vintcent, Zambonin) e Fischetti del Northampton — raggiungeranno il raduno in ritardo, mentre nel gruppo si ragiona su rotazioni e riposi mirati. Un tour così non si gioca con quindici uomini: la profondità della rosa sarà parte del test, tanto quanto i risultati.
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