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Italia-Australia a Udine: «la vittoria più bella», per Moreno Molla

Moreno Molla l’ha vissuta a bordo campo, microfono in mano, in live reaction. E quando gli chiedi qual è stata la vittoria più bella dell’Italia, non ha dubbi: l’Australia, a Udine.

Non per il punteggio, non per la meta annullata, non per il finale al cardiopalma. Ma per quello che quella partita ha dimostrato: che questa Italia ha imparato a vincere anche quando non gira tutto alla perfezione.

Perché Italia-Australia a Udine è così importante?

Perché secondo Molla è la prova che gli azzurri sanno vincere «all’85%»: la vittoria magari non bella, ma più importante. Una squadra che porta a casa la partita pur con una meta dubbia subita e un passaggio a vuoto è una squadra che sta diventando grande.

La scala dei cinque livelli

Molla la racconta come una sua personale scala del rugby: partecipare, essere credibili, essere competitivi, essere forti, vincere. Fino a 6-7 anni fa l’Italia partecipava e basta, consapevole di partire 50 a 1. Poi è diventata credibile, quindi competitiva. «Adesso stiamo cercando di diventare forti — dice — e quando sei forte forte, poi vinci».

Un dettaglio che lo ha colpito: quando Steve Tandy ha spiegato la crescita del Galles usando due o tre concetti identici a quelli della sua scala, Molla ha pensato «allora ci siamo?».

Vincere all’85%

È questo il salto di mentalità. «Quando non sei al 100% e vinci, vuol dire che in quel momento sei sulla strada giusta»: lo fanno le grandi squadre, perché il 100% non puoi garantirlo ogni domenica. Lo stesso ragionamento Molla lo applica alle Zebre: il giorno in cui trasformeranno in vittorie le sconfitte di un punto — come quelle con Edimburgo e Dragons — sapremo che è scattato qualcosa.

Consapevolezza e unità

A Udine il pubblico è diventato un fattore, ma per Molla ha pesato di più la consapevolezza della squadra: «Sappiamo cosa fare». Lo aveva colto anche Herman Fernandez, ospite di una puntata precedente: ha visto tante partite in cui lo stadio si accende ma la squadra non lo segue; lì invece c’era unità di intenti. Meta annullata, sorpasso subìto, «una legnata sulla testa» — e nessun panico: il piano di gioco era quello, e l’Italia l’ha vinta.

«Quando non sei al 100% e vinci, vuol dire che in quel momento sei sulla strada giusta.»

Resta il livello più alto della scala, quello in cui vinci con continuità. Ci vorrà tempo. Ma la direzione, dice Molla, è quella giusta.

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