Chi segue il canale se n’è accorto: nell’ultimo mese i contenuti quotidiani di DanPat Rugby si sono diradati. Niente analisi al dettaglio su Nazionale, Benetton e URC, niente podcast con Cristian: solo le live di Springboks-All Blacks e le interviste raccolte alla festa del Gruppo Bevanda Malamocco. A inizio settembre Danpat ha scelto di spiegarlo di persona, senza copione, in una chiacchierata di venti minuti che è insieme un bilancio e una confessione.
Il punto di partenza è una data. È passato quasi un anno da quel video in cui annunciava un cambio di vita: il ritorno in Italia dopo quasi quindici anni all’estero, per trasformare la passione che dal 2021 anima il canale in qualcosa di più. Dodici mesi dopo, la domanda è semplice: com’è andata?
Il numero che racconta l’anno: 8.000
La settimana scorsa, proprio durante il primo test tra Springboks e All Blacks, DanPat Rugby ha superato quota 8.000 iscritti. È il dato più visibile di una stagione che Danpat descrive come vissuta «a 300 all’ora», anche se lui stesso ammette che il tempo per guardare rugby ventiquattr’ore al giorno, come all’inizio, non c’era più. «Per fortuna», aggiunge: le cose si evolvono.
Al posto delle maratone davanti allo schermo, però, è arrivata una lista di prime volte che nessuna statistica racconta bene quanto un elenco.
Le prime volte di una stagione irripetibile
- La Nazionale femminile da vicino: una giornata intera con le azzurre, raccontata in un vlog.
- Il commento dallo stadio: per la prima volta il canale ha commentato la Nazionale dal vivo, e la serata è stata quella giusta. A Udine l’Italia ha battuto l’Australia 26-19 (8 novembre 2025); poi Genova, con il 34-19 sul Cile del 22 novembre, una trasferta che Danpat ricorda soprattutto per le persone incontrate.
- Serie A Elite Show: il format costruito con la Lega Rugby, che in tanti hanno apprezzato. Se ripartirà, è una decisione ancora aperta.
- Il viaggio in Galles: tre giorni con la community per il Sei Nazioni. L’Italia ha perso a Cardiff (31-17, 14 marzo), l’Under 20 ha vinto a Newport (20-13, il giorno dopo), ma il ricordo che resta è lo stare insieme.
- Il torneo e i club del territorio: la Gilbert Touch Rugby Cup e il format «Vi vengo a vedere giocare», con visite a squadre come San Marco e Silea.
- Il Benetton in coppa, a bordo campo: prima il salottino, poi il commento dal campo nelle due partite casalinghe di Challenge Cup. Il 38-35 sul Cardiff agli ottavi e poi l’epico 41-44 con gli Exeter Chiefs nei quarti: una sconfitta, ma di quelle che non si dimenticano.
Messi in fila, questi episodi raccontano meglio di qualsiasi bilancio un anno che tutto il team ha vissuto con un’intensità che Danpat definisce «veramente importante». E poi ci sono le storie piccole: il ragazzo dell’assistenza bagagli su una pista in Lituania che lo ferma con un «ciao Danpat, sai che ti seguo?», o Pietro, conosciuto a Barcellona mentre faceva il guardaroba a una fiera e oggi commentatore per DanPat Calcio. Quando metti passione e idee al servizio degli altri, dice lui, YouTube fa accadere cose speciali.
Cosa ha perso Danpat in questo anno?
Due cose, per sua stessa ammissione: il rapporto quotidiano con la community e il tempo per approfondire. Il gruppo Telegram era più vivo, i contenuti per gli abbonati non hanno mai trovato vera continuità. E dove un tempo guardava anche quattro o cinque partite al giorno, oggi, tra ufficio e team da gestire, la settimana tipo si riduce a Benetton, Zebre, Nazionale e poco altro.
Non è una lamentela, è una diagnosi. L’immagine che usa è quella dell’attore che a teatro salta una battuta: il pubblico non se ne accorge nemmeno, ma lui la sente. Ed è qui che il video cambia registro, dal bilancio alle promesse.
«Su alcune cose abbiamo fatto un passo indietro per prendere la rincorsa.»
Le promesse per la nuova stagione
La prima è recuperare il rapporto con la community, che Danpat definisce fondamentale «al di là del progetto di business». La seconda è una gestione del tempo diversa, per tornare alle analisi più approfondite e dettagliate che hanno fatto crescere il canale. La terza è un piano editoriale che sta scrivendo in questi giorni, con una richiesta esplicita: dite cosa vorreste vedere. Chi ricorda consigli dati e non realizzati ha ragione, ammette; ma quest’anno è stato quello delle fondamenta, del rilancio del progetto.
C’è anche una novità pratica: i contenuti premium passano da Patreon all’abbonamento al canale, dove d’ora in avanti si concentrerà tutto il materiale riservato.
La chiusura è per chi c’era dall’inizio, i Patreon della prima ora e le persone incontrate «più e più volte» in questi anni, che Danpat chiama le fondamenta del progetto. Con una convinzione, espressa con rispetto per gli altri creator con cui collabora: questa sta diventando la community di riferimento del rugby italiano. E un’anticipazione: questo è un anno speciale, «e chi sa di rugby sa perché». Da lunedì si riparte.
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Se anche tu fai parte di questa community, o vuoi entrarci, iscriviti al canale YouTube di DanPat Rugby e dicci nei commenti cosa vorresti vedere nella nuova stagione: il piano editoriale si scrive anche con voi.
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