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Springboks, la squadra più completa del mondo

Springboks e All Blacks nella serie Rugby’s Greatest Rivalry 2026 vinta 3-1 dal Sudafrica

Quando è finita la serie che tutti chiamavano Rugby’s Greatest Rivalry, il tabellone diceva 3-1 per il Sudafrica. A me però è rimasto in testa qualcosa di più grande di un punteggio: la sensazione che oggi, in questo rugby, una squadra sola abbia tutte le risposte pronte.

Quella squadra è il Sudafrica. E attenzione, non sto dicendo che sia la più bella da vedere o quella che gioca il rugby più moderno. Dico una cosa diversa, e per me più pesante: è la più completa.

Che cosa vuol dire davvero «completa»

La Nuova Zelanda, in certi tratti di questa serie, ha tenuto testa agli Springboks nel gioco manovrato e nel gioco alla mano. A Ellis Park li ha addirittura battuti, 33-16. Ma appena la partita si è spostata sui fondamentali, il divario è tornato a farsi vedere.

In mischia gli All Blacks si stanno aggiustando, però il Sudafrica ha ancora qualcosa in più. In rimessa laterale il qualcosa in più diventa parecchio, e lì siamo proprio a livello di fondamenta. Difensivamente, poi, non c’è partita: i neozelandesi qualcosa lo concedono sempre, i sudafricani quasi mai.

Oggi quello che mi resta dalla Greatest Rivalry è sicuramente che gli Springboks sono la squadra, se non più forte, più completa del mondo.

E allora chi può fermarli?

Me lo sono chiesto guardando il resto del mondo, una per una. L’Irlanda non mi sembra più competitiva come quattro anni fa. L’Inghilterra è ancora tutta da confermare, e non è un caso che a marzo si sia fatta battere dall’Italia al Sei Nazioni. L’Australia è dietro, su questo non credo ci sia molto da discutere.

Resta la Francia. È l’unica che me la farebbe giocare davvero. Ma in mischia rischia di non essere all’altezza degli Springboks, e nel gioco aperto diventerebbe una battaglia di stili, non una superiorità. I francesi sono profondi, sì: solo che profondi lo sono anche i sudafricani, con in più veterani che hanno già alzato due volte la Webb Ellis e giovani affamati che scalpitano dietro di loro.

Il Sudafrica ha davvero un punto debole?

Uno solo, e non è tecnico. È la fame. Per vincere una Coppa del Mondo devi fare quell’extra mile senza il quale non porti a casa niente; per vincerne tre di fila devi farlo un’altra volta ancora, quando ormai hai già tutto. Per adesso i soldati di Rassie Erasmus sembrano ancora allineatissimi e fedelissimi al loro condottiero. Ma è lì, e non in mischia, che li aspetto.

Perché non credo a una passeggiata mondiale

Non dimentichiamoci come è finita nel 2023. Gli All Blacks, criticatissimi per tutto il percorso, si sono giocati la finale da una mischia e con un uomo in meno per quasi tutta la partita, dopo il rosso a Sam Cane. Il rugby dei momenti che contano non guarda il ranking.

Quindi no, non penso che gli Springboks passeggeranno verso il 2027. Penso però che oggi sia complicatissimo immaginare un’altra squadra migliore di loro proprio quando il gioco si fa duro. E finché non arriva qualcuno a dimostrare il contrario, il Sudafrica resta la squadra da battere.

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Voi che dite: c’è davvero qualcuno che può fermare il Sudafrica nel cammino verso il Mondiale? Scrivetemelo nei commenti sotto al video e iscrivetevi al canale, che di qui al 2027 ne avremo di cose da raccontarci.

Danilo — DanPat Rugby
Danilo racconta il rugby internazionale su DanPat Rugby, tra analisi, reazioni a caldo e un po’ di sana ossessione per la mischia.

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