Dopo quaranta minuti a Ellis Park il copione era quello previsto: Sudafrica avanti 13-12, mischia sudafricana che macinava, All Blacks costretti a resistere. Poi la partita si è capovolta. Finale 33-16 per la Nuova Zelanda, cinque mete a una, e la striscia di dodici vittorie consecutive degli Springboks si è spezzata a Johannesburg.
Era il primo dei quattro test della serie battezzata Rugby’s Greatest Rivalry, il ritorno del tour tradizionale fra le due nazionali dopo trent’anni. Gli All Blacks partivano sfavoriti. Sono usciti dal campo con un margine di diciassette punti e con il primo posto nel ranking mondiale.
Un primo tempo che raccontava un’altra storia
Cheslin Kolbe apre lo score al quarto minuto con un piazzato: uomo ovunque per gli Springboks in questa versione, e cecchino dalla piazzola. Risponde Will Jordan con la prima meta, poi Andre Esterhuizen buca la difesa e riporta avanti il Sudafrica. Josh Moorby firma il sorpasso neozelandese, Ruben Love trasforma dalla bandierina, Kolbe rimette il naso davanti con un altro piazzato.
All’intervallo è 13-12 per i padroni di casa, e poteva essere di più: al 36’ Malcolm Marx perde il pallone in meta con la mano di Jordie Barrett sul pallone. Il Sudafrica aveva avuto molto fra le mani — territorio, mischia, gestione fisica — e non l’aveva trasformato in punti.
Che cosa è cambiato nel secondo tempo?
È cambiato il cinismo. Gli All Blacks hanno vinto la ripresa 21-3 e non hanno più mollato il vantaggio: al 47’ Fabian Holland mura il calcio di liberazione di Grant Williams, recupera il pallone, salta Sacha Feinberg-Mngomezulu e va a schiacciare. Poi Luke Jacobson dalla base di una mischia a cinque metri, poi di nuovo Will Jordan a chiudere il conto. Ruben Love mette quattro trasformazioni su cinque.
Il Sudafrica, dall’altra parte, ha continuato a perdere palloni e a sbagliare decisioni. Rassie Erasmus ha anticipato i cambi e la mischia, dominante fino al 54’, si è sfaldata nell’ultimo quarto d’ora.
Il rugby è fatto di tanti dettagli e oggi ne abbiamo visto l’ennesima conferma.
Quanto conta davvero questo risultato?
Conta per la serie, non per la gerarchia. Il dominio sudafricano in mischia resta un dato pesante, e nella giornata giusta è un’arma che può schiantare chiunque: nel secondo test, in programma sabato 29 agosto al DHL Stadium di Città del Capo, i favori del pronostico torneranno probabilmente sugli Springboks. Ma il rugby si gioca on the day, come si dice da quelle parti. E il giorno di Ellis Park è stato dei neozelandesi.
C’è poi il contesto: questa serie apre il percorso verso il Mondiale. Diciotto mesi di test, di conferme e di smentite, cominciano qui.
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