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Van den Berg e i nuovi Springboks verso il 2027

Springboks e All Blacks nella serie Rugby’s Greatest Rivalry 2026 vinta 3-1 dal Sudafrica

Di solito quando una squadra vince una serie così si parla dei soliti noti. Qui invece la notizia vera, per me, è un’altra: il Sudafrica ha scoperto che il ricambio è già pronto.

Prima della serie c’erano tre domande sul tavolo. Se gli Springboks potessero continuare a dominare il loro avversario storico: risposta sì. Se qualche giocatore nuovo fosse pronto per il massimo livello: risposta sì, e più di uno. Se il Sudafrica potesse allargare un po’ il proprio rugby: sì, ma con prudenza, in maniera più consequenziale rispetto al tentativo dell’anno scorso.

Van den Berg, il caso più interessante

Morné van den Berg ha chiuso la serie con il premio di miglior giocatore del quarto test: una meta, una trasformazione, un turnover, e la sensazione di essere lui adesso il mediano di mischia titolare degli Springboks.

Nel video Rassie Erasmus ha comunque tenuto aperta la porta a Faf de Klerk, spiegando che in questa finestra si volevano provare volti nuovi. Tradotto: vediamo. Ed è esattamente qui che si capirà se siamo davanti a un cambio di gerarchia vero o a una rotazione.

Chi sono le facce nuove del Sudafrica?

Oltre a van den Berg, i nomi da segnarsi sono Cameron Hanekom, a segno nell’ultimo test di Baltimora, e Sacha Feinberg-Mngomezulu, che si è preso la maglia da titolare e che, al netto di qualche acciacco, ha già mostrato la personalità che serve. È giovanissimo e talentuosissimo: partite come queste sono benzina pura.

I senatori non hanno mollato niente

Il bello è che tutto questo è successo senza che i veterani facessero un passo indietro. Pieter-Steph du Toit ha raggiunto le 100 presenze proprio in questo tour, a Città del Capo, ed è ancora lì a dominare le collisioni come fa da dodici anni: placcaggi, pressione difensiva, lavoro senza pallone, leadership tecnica e fisica.

Malcolm Marx è andato a segno a Soweto e a Baltimora. Kurt-Lee Arendse si è inventato la meta più bella della serie. E poi c’è Siya Kolisi, la cui importanza non si misura con placcaggi e mete: è la spina dorsale di questo Sudafrica, e quando è in campo non ci sta soltanto per dire due parole nel cerchio. A Soweto ha toccato la 55ª vittoria da capitano, un record.

L’assenza che pesa: Cheslin Kolbe

Kolbe è stato il migliore in campo a Città del Capo con 18 punti dalla piazzola, poi si è fratturato la mascella nei primi minuti del terzo test e la sua serie è finita lì.

Mi si dirà: ma il Sudafrica ha vinto comunque anche senza di lui. Vero. Però sulla strada verso il Mondiale, avere o non avere Cheslin Kolbe fa una differenza enorme. È uno di quei giocatori che da soli cambiano la misura di una partita, e me lo auguro di rivederlo in campo presto.

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Secondo voi van den Berg parte titolare al Mondiale o de Klerk si riprende la maglia? Ditemelo nei commenti sotto al video, e iscrivetevi al canale.

Danilo — DanPat Rugby

Firmato DanPat Rugby · DANPAT Rugby
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