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Ongaro e la mischia azzurra: «Tanto merito loro»

Fabio Ongaro, ex tallonatore della Nazionale italiana di rugby, intervistato all'evento del gruppo Bevanda Malamocco

Nove stagioni passate ad allenare la mischia del Benetton, poi il passo indietro. Oggi Fabio Ongaro guarda gli azzurri dalla parte di qua della recinzione, e la domanda gliela fanno tutti: che effetto fa vedere quei ragazzi spingere alla pari con i migliori del mondo?

La risposta e’ la meno epica possibile. Ed e’ per questo che vale.

Li ho allenati per la maggior parte del tempo, ma spero abbiano appreso qualcosa.

Il lavoro fatto in un club, i risultati visti in Nazionale

Ongaro ha chiuso da giocatore con 81 presenze in azzurro, tallonatore, una carriera lunga dodici anni. Poi ha fatto l’altro mestiere: nove stagioni da allenatore della mischia del Benetton, il club dove sono cresciuti buona parte degli avanti che oggi vestono la maglia della Nazionale. Nel 2025 ha lasciato lo staff di Treviso.

Non e’ mai stato sul pullman degli azzurri, eppure una parte di quello che si vede in campo internazionale e’ passata dalle sue mani. Lui la mette giu’ cosi’: ha lavorato con quei ragazzi, spera che qualcosa sia rimasto.

Cosa e’ successo davvero in mischia contro Irlanda e Sudafrica?

Nel Sei Nazioni 2026 l’Italia ha perso 20-13 a Dublino, ma nella mischia ordinata ha messo in difficolta’ l’Irlanda per larghi tratti. Tre mesi prima, a Torino, gli azzurri avevano retto l’urto del Sudafrica campione del mondo prima di cedere 32-14. Due sconfitte, un reparto che il confronto lo ha vinto.

E’ esattamente il punto che interessa a Ongaro: il risultato racconta una cosa, la mischia ne racconta un’altra. La seconda si costruisce negli anni, in palestra e nei club, molto prima del sabato pomeriggio.

«Tanto merito loro»

Sul suo ruolo in questa crescita, pero’, Ongaro non concede nulla. Nessuna rivendicazione, nessun rimpianto per non essere piu’ li’ dentro.

Sono contento che abbiano raggiunto questi risultati, non sono invidioso, auguro sempre il meglio. Quindi tanto merito loro.

E quando prova a spiegare cosa ha fatto davvero, sceglie l’autoironia: dice di aver messo insieme il gruppo dopo aver detto, testuale, “qualche sciocchezza”. E loro ci hanno creduto.

Perche’ conta

Il rugby italiano ha imparato a fidarsi dei suoi avanti, e non e’ successo per caso. Dietro una mischia che tiene contro Irlanda e Sudafrica c’e’ una filiera che parte dal club e arriva in Nazionale, fatta di persone che quando arriva il momento di prendersi il merito fanno un passo indietro. Ongaro e’ una di quelle.

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