C’è stato un periodo, nemmeno troppo lontano, in cui il rugby italiano si diceva soddisfatto di avere quattro mediani di mischia più o meno dello stesso livello. Nell’episodio 40 di Divagazioni di Rugby, DanPat e Cristian Lovisetto hanno provato a rifare quella classifica e sono arrivati a una conclusione diversa: oggi due si sono staccati.
Due davanti, due dietro
I due che secondo la lettura del podcast hanno preso un margine sono quelli che giocano in Francia e in Inghilterra, Martin Page-Relo e Stephen Varney. «In questo momento sono a un livello un po’ più alto», ha osservato Lovisetto, con il distinguo d’obbligo che una stagione è lunga e le gerarchie cambiano.
Il confronto più interessante riguarda però gli altri due, Alessandro Garbisi e Alessandro Fusco, perché l’argomento portato in trasmissione non è tecnico ma di composizione della rosa. In un Mondiale si parte con una lista limitata, e in liste corte la polivalenza pesa: Fusco, sostiene Lovisetto, è un giocatore che all’occorrenza puoi schierare all’ala e, nei casi disperati, perfino da estremo. Con Garbisi quel discorso non si può fare.
Nel podcast è arrivata subito la contro-argomentazione, ed è di quelle che meritano di restare agli atti: nell’ultimo Sei Nazioni Alessandro Garbisi era partito addirittura da non convocato ed è finito titolare nella partita contro l’Inghilterra. «La memoria è corta», ha ricordato DanPat.
Da lì è nata una considerazione più generale, che vale oltre il caso singolo: il mediano di mischia è il ruolo più esposto del campo e per questo il bersaglio più facile. È successo a Varney per due anni interi, prima che tutti concordassero che fosse il più forte a disposizione; è successo a Fusco, diventato quasi un meme; succede regolarmente a Garbisi. E, hanno pronosticato i due, basteranno un paio di partite storte da titolare perché tocchi anche a Page-Relo.
Il Benetton e la Nazionale si parleranno
Un passaggio riguarda direttamente il club. Secondo DanPat, nell’anno del Mondiale è ragionevole aspettarsi un dialogo fra Gonzalo Quesada e Wayne Pivac perché ad Alessandro Garbisi venga garantito un certo numero di partite da titolare a Treviso; lo stesso ragionamento vale per Fusco alle Zebre. È una previsione, non una notizia: nessuna delle due società l’ha comunicata.
Il ranking che può muoversi già sabato
L’ultima annotazione è quella che ha conseguenze più immediate, e riguarda un torneo che si gioca dall’altra parte del mondo. Nella Pacific Nations Cup il Giappone ha travolto gli Stati Uniti 63-14 e le Figi hanno battuto il Canada 45-29: la finale si gioca sabato 19 settembre al Prince Chichibu Memorial Stadium di Tokyo, alle 12:05 italiane, e le Figi inseguono il terzo titolo consecutivo.
Il punto è che l’Italia ci finisce in mezzo. Nella classifica mondiale aggiornata al 7 settembre le Figi sono none con 78,00 punti, il Galles decimo con 76,38, l’Italia undicesima con 76,30 e il Giappone dodicesimo con 75,36: quattro squadre in meno di tre punti. Un successo largo dei nipponici li avvicinerebbe sensibilmente agli azzurri; un successo largo delle Figi allontanerebbe le isole ma lascerebbe il Giappone indietro.
Il paradosso, come lo ha riassunto DanPat, è che per restare dove sono gli azzurri devono sperare in una finale a senso unico, in un verso o nell’altro. Il pronostico dei due è per il Giappone.
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