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Miotti in azzurro: perché conviene convocarlo già a novembre

Domingo Miotti, mediano d'apertura, verso la convocazione in Nazionale italiana

Il caso Miotti si sposta di tre giorni e cambia registro. Nella puntata di Divagazioni di Rugby con Cristian Lovisetto, Danpat aggiorna la sua linea sul mediano d’apertura del Montpellier: la finestra giusta per la prima maglia azzurra è novembre. Non il Sei Nazioni, non i test alla vigilia del Mondiale.

Il nodo Contepomi

Prima della data, il podcast torna sulla frizione che ha aperto il caso. Miotti, ha raccontato lo stesso Felipe Contepomi a luglio, ha rifiutato una nuova convocazione dei Pumas per rendersi disponibile all’Italia. Il trentenne di Montpellier, 10 presenze con l’Argentina, non gioca per i Pumas dal 9 luglio 2022: i 36 mesi di inattività richiesti da World Rugby per cambiare bandiera sono ampiamente maturati. A convocarlo, se accadrà, sarà lo stesso Gonzalo Quesada che lo allenava ai tempi dei Jaguares.

Per Danpat la vicenda ha il sapore del calciomercato: “Sono tutti intrighi di mercato”, dice a un certo punto, paragonando le dinamiche delle convocazioni internazionali a quelle di un trasferimento di club.

Perché novembre e non un’altra finestra

Il ragionamento è lineare. Il Sei Nazioni 2027, l’ultimo prima del Mondiale in casa, è troppo importante per essere il palcoscenico di un esordio. E convocarlo a ridosso della rassegna iridata, a tre partite dall’inizio, sarebbe quasi peggio: troppo tardi per integrarlo, troppo presto per escluderlo con serenità. Resta la seconda finestra del Nations Championship, a novembre: il momento giusto per fargli respirare l’ambiente, magari anche senza scendere subito in campo, come già successo ad altri giocatori alla prima chiamata.

La fila per il numero 10

Convocarlo, però, non significa garantirgli la maglia. Il reparto aperture azzurro si è complicato nelle ultime settimane: Paolo Garbisi, lasciato il Tolone, è ripartito da protagonista con l’USAP Perpignan, aprendo il Top 14 con 80 minuti, un impeccabile 3 su 3 al piede e l’assist per la meta di Sevu Reece, nonostante la sconfitta di misura a Parigi contro lo Stade Français. Tommaso Allan ha cambiato aria ed è sbarcato alle Zebre. A completare il quadro, sempre alle Zebre, ci sono Giacomo Da Re e Giovanni Montemauri. Per Danpat la scelta finale spetta solo a Gonzalo Quesada: Miotti “potrebbe aiutare”, ma il posto si conquista, non si eredita dal blasone.

Il paragone con Dimcheff: stessa regola per tutti

A sostegno della tesi meritocratica arriva un parallelo interno alla Nazionale: quello di Pablo Dimcheff, tallonatore arrivato dall’Argentina con un percorso simile a quello di Miotti, origini italiane e idoneità maturata dopo lo stop con i Pumas, oggi in diretta concorrenza con il giovane Tommaso Di Bartolomeo per la maglia da titolare. Per Danpat il criterio dev’essere identico per chiunque, oriundo o prodotto del vivaio: “Deve valere uguale per tutti, non deve avere né favoritismi né pretese”. Vale per Dimcheff. Varrà per Miotti, se e quando arriverà la chiamata.

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Che sia novembre o più avanti, il nodo Miotti dice molto su come Quesada intende gestire la rosa verso il 2027: meritocrazia prima di tutto, oriundi compresi. Continuate a seguirci sul canale per non perdervi la prossima puntata di Divagazioni di Rugby.

DANPAT Rugby

Verificato online: scelta di Miotti per l’Italia confermata da Felipe Contepomi (luglio 2026, La Nacion/OnRugby); ultima presenza di Miotti con i Pumas il 9 luglio 2022 vs Scozia a Salta (La Nacion); trasferimento di Paolo Garbisi da Tolone a USAP Perpignan (Rugby Transferts, luglio 2026) e sua prestazione all’esordio di Top 14 del 5 settembre 2026 (USAP Forum/Eurosport); arrivo di Tommaso Allan alle Zebre Parma (Sky Sport, aprile 2026); Giovanni Montemauri e Giacomo Da Re confermati alle Zebre (Zebre Parma, OnRugby); Pablo Dimcheff, tallonatore italo-argentino, idoneita confermata (Americas Rugby News, RugbyPass). Non confermato indipendentemente: il giudizio “ha iniziato bene” riferito a Garbisi e coerente con i dati ufficiali della partita ma resta anche opinione di Danpat.

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