Andrea Duodo non vuole guardare indietro. Ospite di DanPat Rugby a margine del terzo tempo del gruppo Bevanda Malamocco, al Lido di Venezia, il presidente della Federazione Italiana Rugby ha scelto una formula precisa per parlare della Nazionale: “stagione entrante”, non stagione passata. Non per nascondere qualche pagina, spiega, ma perché il calendario che arriva non lascia spazio ai bilanci.
Il bilancio, in realtà, lo fa lui stesso in due frasi. Da una parte le cose “estremamente positive” dell’anno azzurro: la vittoria sull’Inghilterra al Sei Nazioni, 23-18 all’Olimpico il 7 marzo 2026, la prima di sempre contro gli inglesi, che Duodo definisce “irripetibile”, e il successo di Udine sull’Australia, 26-19 l’8 novembre 2025. Dall’altra “qualche passo falso fatto adesso”, a cui il presidente preferisce non dare troppo peso.
Il tour estivo e l’usura dei giocatori
I passi falsi sono le tre sconfitte del tour estivo di Nations Championship: 27-10 col Giappone a Tokyo, 47-17 con gli All Blacks a Wellington e 57-10 con l’Australia a Perth. Per Duodo vittorie e sconfitte fanno parte di un percorso lungo, e il calo estivo è la conseguenza di una stagione interminabile e dell'”usura anche mentale e fisica” dei giocatori.
Il presidente insiste sulla logistica: fusi orari da cambiare e voli di dodici ore tra una partita e l’altra. Un tour de force che, sostiene, le squadre dell’emisfero sud non conoscono quando vengono in Europa, con al massimo un paio d’ore di differenza e un clima simile al loro.
“C’è gente che ha giocato veramente migliaia di minuti e sono stati spremuti.”
Da qui l’invito a non fermarsi al risultato: maturare esperienza e migliorare la prossima volta. Un’analisi che, va detto, coincide con quella di chi il tour lo ha raccontato a caldo: il problema fisico era evidente già a Perth.
Novembre: Sudafrica, Argentina e Figi
Il “prossima volta” è vicino. A novembre l’Italia chiude la fase a gironi del Nations Championship con tre partite in casa: Sudafrica a Torino il 7, Argentina a Genova il 14 e Figi a Udine il 21, prima del weekend delle finali a Twickenham. Duodo cita per primi gli Springboks, che arriveranno “ben preparati” dopo un’estate di confronti con l’emisfero sud, e si aspetta azzurri “molto più stimolati” rispetto al tour.
Poi il Sei Nazioni, dove l’obiettivo dichiarato è confermare quanto fatto nell’edizione 2026, e infine la Rugby World Cup in Australia, dal 1° ottobre al 13 novembre 2027, con l’Italia nel girone B insieme a Sudafrica, Georgia e Romania.
Quali sono gli obiettivi della Nazionale per il 2026-27?
Duodo non fissa un obiettivo sportivo a tavolino: i giocatori, dice, “daranno il massimo e si guadagneranno sul campo” quello che sarà giusto ottenere. La fiducia è in “un gruppo giovane”. Sul Mondiale, però, un’indicazione la dà: con il torneo allargato a 24 squadre e gli ottavi di finale, il passaggio del turno resta il passaggio “quasi obbligato”, ma stavolta significa incontrare subito una grande. “Adesso tutti dicono l’Inghilterra”, ammette, “e lì vedremo veramente”.
Sei Nazioni o Mondiale? La provocazione
La domanda secca, quattro vittorie al Sei Nazioni o il passaggio del turno al Mondiale, il presidente la schiva con un sorriso. Il Mondiale, ricorda, è ogni quattro anni; confermare la posizione nel Sei Nazioni, invece, dà una prospettiva a corto raggio di quello che l’Italia può diventare. Tradotto: prima il torneo di casa, poi si vedrà in Australia. Quanto a novembre, la battuta arriva da sola: Duodo sarà felice “se confermeremo delle buone performance”. Sudafrica permettendo.
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L’intervista integrale ad Andrea Duodo è sul canale YouTube di DanPat Rugby. Iscriviti al canale e dicci nei commenti: novembre è già l’ora della verità per questa Italia?
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