Una settimana fa il 55-21 al Giappone, adesso l’esame vero. Sabato 26 settembre alle 14:30, allo stadio Omero Tognon di Fontanafredda, l’Italia femminile di Plinio Sciamanna affronta il Sudafrica nella seconda giornata delle WXV Global Series. Danilo era allo stadio per la prima partita del nuovo ciclo, e nell’ultima puntata di Divagazioni di Rugby ne ha parlato con Cristian Lovisetto: cosa ha funzionato, e perché sabato sarà tutta un’altra partita.
Cosa ha convinto contro il Giappone
Danilo è tornato a casa con un’idea precisa: ha visto una nazionale completa. Terze linee che placcano tanto, una rimessa laterale che, qualche errore finale a parte, ha funzionato molto meglio che in altre occasioni, avanti abrasive al contatto nei limiti di una fisicità che non è quella di sudafricane o inglesi. E poi la profondità: nel finale Alia Bitonci e Beatrice Rigoni spostata all’apertura, volti nuovi, cambi che non abbassano il livello.
Il confronto con il passato è netto. Ai tempi di Andrea Di Giandomenico, ricorda Danilo, bastava un raffreddore su quindici per creare un problema. Oggi ci sono alternative quasi ovunque.
Sono tornato a casa col sorriso e con un po’ di ottimismo.
Centri, ali e la capitana
Il reparto che più ha colpito entrambi è il centro. Sara Mannini porta fisicità, Alyssa D’Incà è per Lovisetto «una scheggia», e la coppia è apparsa ben amalgamata. L’unico limite, secondo lui, è stata la coperta corta dalla piazzola in assenza di Michela Sillari.
Dietro, Danilo ha visto crescere tatticamente Vittoria Ostuni Minuzzi, anche in una partita in cui il Giappone l’ha messa in difficoltà, con la gamba di sempre, e ora anche con i gradi di capitana. Sulle ali, Aura Muzzo è «una super atleta».
Lovisetto aggiunge il contesto: dopo Di Giandomenico, tra Giovanni Raineri e Fabio Roselli, la squadra ha vissuto un cambio di stili non semplice da digerire. Per questo, per lui, il merito della transizione va anche alle ragazze.
Perché il Sudafrica sarà un’altra partita?
Perché cambia il tipo di minaccia. Il Giappone aveva fatto male con le mete da maul e con i calcetti nell’angolo; il Sudafrica, secondo Danilo, sarà meno tattico e molto più fisico. Due partite diverse, da affrontare con armi diverse: sarà la prova per capire se le azzurre sono già pronte.
Il precedente pesa ancora: alla Coppa del Mondo 2025, il 31 agosto a York, il Sudafrica vinse 29-24 e si prese il primo quarto di finale della sua storia. Le sudafricane però arrivano da un pesante 50-19 subito dal Galles nella prima giornata. E per Danilo l’Italia di oggi ha un altro umore: dopo i cambiamenti degli ultimi mesi la vede meno contratta, più positiva, e questo si nota in campo.
La formazione per il Sudafrica
Sciamanna ritrova due pilastri: rientrano Elisa Giordano numero 8 e Michela Sillari al centro con Mannini, mentre D’Incà si sposta all’ala con Muzzo e Ostuni Minuzzi estremo. In mediana Stefan e Stevanin. In panchina può debuttare Mascia Jelic.
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Come finirà Italia-Sudafrica? Ditecelo nei commenti sotto la puntata sul canale YouTube di DanPat Rugby.
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