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Caso Miotti: meritocrazia o valore del sistema?

Il podcast di DanPat Rugby con Mario di Pillole Ovali sul futuro della Nazionale italiana

Domingo Miotti, apertura argentina del Montpellier, ha rifiutato la convocazione dell’Argentina per puntare all’Italia: la notizia e’ arrivata da Felipe Contepomi, non dallo staff azzurro, e Gonzalo Quesada non ne ha mai parlato. Basta questo per accendere la discussione piu’ vecchia del rugby italiano: chi ha diritto di vestire quella maglia?

La posizione di Mario: il problema non e’ Miotti

Sul giocatore, nessuna riserva tecnica. Per Mario di Pillole Ovali, Miotti e’ probabilmente l’apertura piu’ forte oggi a disposizione dell’Italia: se la gioca con Paolo Garbisi, meglio in attacco mentre Garbisi e’ meglio in difesa.

Il problema e’ un altro, ed e’ culturale prima che sportivo: quella che definisce una ricerca spasmodica del Salvatore. Prendere qualcuno che nel sistema non e’ mai stato dentro manda un segnale pessimo a chi il percorso lo ha fatto tutto.

Il rugby e’ sostanza, non una o due invenzioni a partita.

Da qui la conclusione che chiude il cerchio: il buco dell’Italia non e’ il numero 10, sono la conquista, la solidita’ nei punti d’incontro, il gioco tattico al piede, il recupero dei palloni. Non vinceremo neanche con Miotti, dice, e neanche con Dan Carter. Con una postilla sportiva: se lo prendono, lo tifera’ lo stesso.

La posizione di DanPat: le regole sono le regole

Dall’altra parte, una posizione dichiaratamente agnostica. La Nazionale non e’ la rappresentanza di una cultura: e’ una squadra che partecipa a una competizione con criteri di selezione scritti. Se un giocatore ha i requisiti, puo’ rappresentare l’Italia, e lo sport resta meritocratico.

Gli esempi non mancano: il Marocco arrivato in fondo al Mondiale di calcio con una rosa nata quasi tutta in Europa, la Scozia con i suoi sudafricani, la Nuova Zelanda che ha schierato un tedesco.

Dove il confronto si incaglia

L’obiezione di Mario e’ netta: quei giocatori sono cresciuti dentro il sistema che poi li ha chiamati. Se il criterio fosse solo l’eleggibilita’ formale, mezza Nazionale italiana potrebbe essere rimpiazzata da argentini e sudafricani con un nonno italiano.

Ed e’ qui che la discussione smette di riguardare Miotti. La domanda vera e’ se un movimento debba usare le regole per coprire i buchi o per premiare chi il percorso lo ha fatto. Le due risposte, oggi, convivono nello stesso spogliatoio.

Leggi anche: Il XV ideale azzurro e l’orizzonte 2031 · Squalifica Quesada, il protocollo e le regole · tutte le news

Il podcast integrale e’ sul canale YouTube di DanPat Rugby. Tu da che parte stai? Scrivilo nei commenti.

DANPAT Rugby

Firmato DanPat Rugby · DANPAT Rugby
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