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Benetton, la forza è in mischia: la rosa degli avanti di Pivac

Il nuovo Benetton Rugby di Wayne Pivac: analisi del mercato 2026-27 di DanPat Rugby

Se c’è un reparto su cui il Benetton di Wayne Pivac può costruire la stagione che parte in questi giorni nello URC, è il pacchetto di mischia. Contro i Black Lion mi è piaciuto davvero tanto, e guardando la rosa nome per nome ho una convinzione: quest’anno Treviso deve ancorare il suo gioco alla mischia. Mai come adesso.

Piloni: nove giocatori, tutti competitivi

La partenza di Tomás Gallo, pilone sinistro dei Pumas volato a Lione, pesa. Ma a sinistra ci sono giocatori importantissimi, a cominciare da Mirco Spagnolo. Fino all’anno scorso, nelle partite decisive, era ballottaggio tra lui e Gallo; ora Spagnolo è il titolare del Benetton, con tutta l’investitura di responsabilità che ne consegue, e per essere un pilone è ancora molto giovane. Dietro di lui un Ivan Nemer rinato e ritrovato, i nuovi arrivati Gonzalo Hughes e Matías Medrano, il più giovane del gruppo, e Destiny Aminu.

A destra il riferimento è Simone Ferrari, compagno di merende di Spagnolo, che sembra nel pieno del suo prime: lo abbiamo visto anche al Sei Nazioni. Con lui Marcos Gallorini, che mi è piaciuto molto nei venti minuti giocati contro i Black Lion, Giosuè Zilocchi e Tiziano Pasquali. Il nostro centurione, anagraficamente, è ancora in piena età da pilone: potrebbe persino rispolverare qualcosa in mischia chiusa, e male che vada sarà il collante del reparto, con un peso nello spogliatoio che tutti riconoscono.

Nove piloni, tutti e nove competitivi in una partita importante. Se il gioco si fa duro, metti chi metti, sei tranquillo.

Tallonatori: dinamici, con un punto di domanda sui lanci

Anche qui un bel reparto: Siua Maile, che abbiamo visto giocare persino da flanker, Bautista Bernasconi e Nicholas Gasperini, più il giovane Valerio Pelli, passato dall’Under 20, come quarta scelta. Un reparto che un paio di anni fa, con le partenze di Lucchesi e Nicotera, era da ricostruire da zero.

Qualche domanda resta, per esempio sui lanci di Maile. Ma sono tre tallonatori molto dinamici, che secondo me si adattano bene al gioco di Pivac, e ho visto tanta attenzione alla rimessa laterale: credo e spero che anche i lanci verranno lavorati a fondo.

Seconde linee: Walker-Leawere e i giovani da seguire

La novità è Isaia Walker-Leawere, arrivato dagli Hurricanes e fermato subito da un problema muscolare. Per il resto è il reparto dell’anno scorso: Federico Ruzza, Niccolò Cannone, Riccardo Favretto, che come sempre può fare seconda e terza, e Jadin Kingi, forse più terza che seconda.

Attenzione però ai giovani. Su tutti Piero Gritti, permit che quest’anno giocherà soprattutto a Vicenza: nelle finestre della Nazionale, quando Ruzza, Cannone e Favretto non ci saranno, può diventare utile subito, anche perché ha già dimostrato di saper gestire la rimessa laterale. Sono davvero curioso di vedere lo sviluppo di questo ragazzo.

Terze linee: il ritorno di Negri e un reparto al suo apice

La grande notizia è che Seb Negri è tornato. L’abbiamo visto in forma, quasi ottanta minuti, capitano in amichevole, schierato nel corridoio dei cinque metri al largo, dove credo che Pivac voglia usarlo molto. Un giocatore con le sue caratteristiche, un apribottiglie, un bulldozer che sta migliorando anche in touche, né il Benetton né la Nazionale ce l’hanno. Bentornato.

Con lui So’otala Fa’aso’o, Michele Lamaro, che immagino resterà capitano, Manuel Zuliani, che recupera dall’operazione alla spalla e secondo me rivedremo dalla quarta o quinta giornata, Alessandro Izekor, fermato da un infortunio muscolare, Lorenzo Cannone e Giulio Marini, giocatore di grande quantità. Un reparto con caratteristiche diverse (Zuliani ruba palloni come quasi nessuno al mondo) e con diversi giocatori nel pieno della carriera. Negri, il più esperto, potrebbe essere gestito con un po’ di rotazione. Tra i prospetti, occhio ad Antony Miranda, visto nelle amichevoli.

Perché la mischia è la chiave del Benetton di Pivac?

Perché è il reparto con più profondità e meno punti di domanda, mentre in mediana e al centro le partenze di Albornoz, Menoncello e Fekitoa hanno lasciato un cantiere aperto. Una prima linea solida, una touche curata e una terza linea di qualità sono la base più sicura da cui far partire il rugby di movimento che Pivac ha in mente.

Treviso quest’anno deve ancorare il suo gioco alla mischia.

Se gli avanti terranno fede alle promesse del precampionato, il Benetton avrà sempre qualcosa a cui aggrapparsi. Anche nelle giornate storte.

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Chi sarà il vostro uomo chiave davanti? Scrivetelo nei commenti sul canale YouTube di DanPat Rugby.

Danilo — DanPat Rugby

Firmato DanPat Rugby · DANPAT Rugby
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