Si riparte. Lo URC è alle porte, il Benetton apre la stagione con i Dragons e a Treviso c’è una domanda che gira da settimane: questa squadra è più debole di quella dell’anno scorso? Ho preso la rosa dal primo all’ultimo nome, partenze e arrivi, e la mia risposta è sì. Leggermente. Ma non è una condanna, e vi spiego perché.
Da MacRae a Pivac: cambia l’idea di gioco
Parto dalla panchina. Calum MacRae lascia a Treviso un ricordo che definirei misto: una stagione non perfettamente riuscita in campionato, ma con una scelta di campo chiara, puntare sulla Challenge Cup, e una corsa arrivata fino alla sfida con Exeter, finita anche tra qualche polemica arbitrale. Sul piano del gioco MacRae aveva provato a evolvere il lavoro di Marco Bortolami verso un rugby più arioso e continuo, fatto di offload e di tentativi di rompere le difese anche dal centro. Meno pragmatico, sì. A volte anche meno efficace.
Ora arriva Wayne Pivac, e il curriculum parla da solo: il titolo del Pro12 con gli Scarlets, il Sei Nazioni 2021 con il Galles. Il suo è un rugby con una struttura molto precisa, dove il pallone si muove tanto in ampiezza, gli avanti nei pod se lo scambiano in fretta per creare frizione e il gioco al piede ha sempre uno scopo, non serve solo a prendere aria. Qualcosa si è già visto nell’amichevole con i Black Lion, con Seb Negri schierato negli ultimi cinque metri, al largo.
Lo staff è in parte confermato: Dewald Senekal resta sulla rimessa laterale, Pete Wilkins passa alla difesa e la novità è Rhys Patchell, ex apertura del Galles portato da Pivac, che si occuperà dell’attacco. Un attacco che nelle amichevoli ha mostrato cose interessanti.
Chi è partito: un’emorragia di peso ed esperienza
Qui fa male. Tutti pensano subito a Tommaso Menoncello, volato al Tolosa. Ma attenzione anche a Tomás Gallo: il pilone sinistro dei Pumas va a Lione, e parliamo di uno dei migliori piloni del mondo. Treviso in quel ruolo è coperta, ma è comunque un’assenza pesante.
Poi ci sono i ritiri di Nahuel Tetaz Chaparro e Scott Scrafton, due giocatori di peso non solo nei chili ma nella presenza e nell’esperienza che portavano allo spogliatoio. Se ne va anche Eli Snyman, un’altra figura importante del gruppo. E parte Malakai Fekitoa: in questi anni non ho sempre avuto parole al miele per lui, ma nel finale della sua avventura trevigiana aveva giocato bene.
Il punto è la somma. Se ci aggiungiamo Ignacio Brex, partito l’anno prima, e Tomás Albornoz, andato a Tolone a metà della scorsa stagione, il Benetton passa da una mediana con Albornoz all’apertura e Brex, Menoncello e Fekitoa come opzioni al centro a un reparto tutto da scoprire. Se questo significherà protagonismo assoluto per Leonardo Marin, benissimo. Ma la quadra non la possiamo pretendere al primo anno.
Chi è arrivato
Gli innesti sono sette, e li ho messi in ordine di impatto atteso:
- Isaia Walker-Leawere, seconda linea neozelandese, campione del Super Rugby Pacific con gli Hurricanes: l’acquisto di maggior peso, ma si è fermato subito per un problema muscolare e va aspettato.
- Josh Flook, centro australiano dai Queensland Reds: anche lui ai box a inizio stagione.
- François Mey, estremo che può giocare anche centro, come si è visto in amichevole.
- Jean Smith, apertura, alternativa a Jacob Umaga.
- Louis Werchon, mediano di mischia che torna a Treviso: una buona idea.
- Gonzalo Hughes e Matías Medrano, piloni argentini, per dare profondità alla prima linea.
A questi si aggiunge una lunga serie di permit player. Insomma, acquisti anche un po’ sfortunati, visto che due dei più attesi partono dall’infermeria.
Dietro: trequarti con più domande che certezze
Se la mischia è la certezza (ne parlo nel pezzo dedicato agli avanti), i trequarti sono il cantiere. A mediano di mischia la coperta è lunga, con cinque nomi. All’apertura invece bisogna dirselo: non c’è un giocatore del livello di Albornoz. Umaga rischia di avere quasi la stagione sulle spalle: ottimo distributore, preciso al piede, con qualche colpo creativo, ma non uno che rompe la linea. E ai centri, perso in due anni il trio Brex-Menoncello-Fekitoa, si riparte da Marin, Tomás Medina, Filippo Drago, Federico Zanandrea, Paolo Odogwu e Flook quando rientrerà.
Sulle ali la base è solida, con Onisi Ratave, Ignacio Mendy e Louis Lynagh, che ha anche un Mondiale da inseguire. Tra i permit c’è David Luisato, che con l’Under 20 ha fatto grandi cose: non l’abbiamo visto nelle amichevoli, e spero di vederlo presto. Da estremo, oltre a Mey, ci sono Rhyno Smith, per cui si era perfino sussurrato di una naturalizzazione azzurra (un test match, secondo me, se lo meriterebbe), e Matt Gallagher, un giocatore che oscilla tra il medio alto e il medio basso. Vediamo se quest’anno ne troveremo uno diverso.
Il Benetton 2026-27 è più debole dell’anno scorso?
Sì, leggermente. Le partenze di Gallo, Menoncello, Fekitoa, Scrafton, Snyman e Tetaz Chaparro pesano tanto, e né Walker-Leawere né Jean Smith né Flook, da soli, le compensano. Ma è un indebolimento dentro un processo: la squadra va sostenuta, e la vera domanda è cosa saprà costruire Pivac.
Anche il miglior chef, però, non sforna sempre piatti stellati. Pivac ha servito piatti spettacolari con gli Scarlets e, con un pizzico di fortuna, anche il titolo con il Galles, ma poi con il Galles ha faticato. Chi non avrebbe faticato, direte voi. Appunto: è tutto da sperimentare.
Cosa mi aspetto: serenità, pazienza e qualche picco
A Treviso serve serenità. Gli ultimi anni di Bortolami non sono stati vissuti in modo sereno, tra pressioni esterne e concorrenze interne, e il passaggio a MacRae non è stato fluido come ci si aspettava. Serve continuità, serve costruire con pazienza. E allora, quest’anno, diamogliela anche noi tifosi, questa pazienza.
Non dobbiamo immaginare un Benetton che arriva tranquillo ai playoff o in finale di Challenge. Penso a una squadra da media classifica che può stupire, e secondo me è più facile che stupisca in positivo. Qualche soddisfazione arriva ogni anno: basta pensare al 29-26 sul Leinster nell’ultima di campionato a Monigo, lo scorso aprile.
Mi vedo la Benetton fare una stagione media con qualche picco positivo.
Poi mi rimangerò le parole, magari. Ma una stagione disastrosa, quest’anno, non la vedo.
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E voi, che Benetton vi aspettate? Ditemelo nei commenti sotto il video sul canale YouTube di DanPat Rugby. Probabilmente ho dimenticato qualcuno: ricordatemelo voi.
Danilo — DanPat Rugby
