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Benetton, il pareggio a freddo: placcaggi, fiato e leadership da ricostruire

Divagazioni di Rugby 42: l'analisi a freddo di DanPat Rugby su Italia femminile, Zebre e Benetton

A caldo il 19-19 con i Dragons aveva il sapore di una sconfitta. A freddo Cristian Lovisetto lo riassume in una frase secca: statistiche alla mano, i due punti sono oro colato. Se fosse stato un incontro di pugilato, ai punti forse lo avrebbero vinto i gallesi.

I placcaggi: il vero problema del Benetton

La difesa ci era sembrata troppo attendista già in diretta, e i numeri lo confermano. Secondo OnRugby il Benetton ha mancato 28 placcaggi su 110, appena il 66% di riuscita, mentre i Dragons hanno battuto 28 difensori e trovato 7 line break.

Il sistema difensivo è ancora difficile da decifrare: a volte la linea saliva, a volte aspettava, più o meno nelle stesse situazioni. E quando difendi aspettando, i placcaggi sbagliati non nascono dal posizionamento ma dalla lentezza: l’avversario ti passa sopra fisicamente, oppure non ci arrivi. Poi si aprono i buchi, e da arretrato è difficile rimediare.

Il fiato corto dopo 25 minuti

La lentezza ha una spiegazione: la condizione atletica. Al 25′, durante un pallone fermo, molti giocatori del Benetton avevano già le mani sui fianchi o sulle ginocchia, mentre i gallesi erano solo un po’ stanchi. Probabilmente il frutto di una preparazione pesante, con la forma che deve ancora arrivare. Manuel Zuliani, rientrato dopo l’operazione alla spalla di fine aprile, era il caso più evidente.

Il piano di Wayne Pivac si è visto nel primo tempo: mischia e touche solide e un gioco basato sui portatori di palla. Ma quelli più coinvolti si sono esauriti presto, e Ratave, costretto a cercarsi palloni in mezzo al campo, è stato studiato e limitato.

Centri e leadership: cosa manca a Treviso?

I centri sono sembrati poco amalgamati, ed era prevedibile: in due anni sono partiti Tommaso Menoncello, Brex e Fekitoa. François Mey ha già mostrato di poter sfruttare lo spazio, si aspetta Leonardo Marin.

Ancora più pesante è il vuoto di leadership. Senza Lamaro, i fratelli Cannone, Garbisi e Rhyno Smith, e dopo le partenze e i ritiri dell’estate (Tomás Gallo, Nahuel Tetaz Chaparro, Eli Snyman, Scott Scrafton), in campo era rimasto quasi solo Ruzza come punto di riferimento. Quando l’ossigeno non arriva, servono appigli. Venerdì non ce n’erano.

Il giorno delle leggende

Per noi la prestazione è stata insufficiente. E fa ancora più male per il giorno in cui è arrivata: con il progetto Heritage, all’intervallo circa duecento tra ex giocatori e familiari sono tornati sul prato di Monigo. Abbiamo visto Alessandro Troncon e tanti altri accanto ai giocatori di oggi, con Menoncello arrivato da Tolosa.

Davanti alla sua storia, secondo me, Treviso doveva sputare sangue in campo.

Verso Benetton-Connacht

Venerdì 2 ottobre alle 20.45 a Monigo arriva Connacht, battuto in casa dagli Stormers alla prima giornata ma sempre fastidioso. Per noi è un gradino sopra i Dragons e una partita equilibrata: con la rosa al completo vincerebbe Treviso, ma è difficile che venerdì siano tutti disponibili. Da valutare anche le condizioni di chi è uscito in anticipo, come Ferrari e il capitano Negri, fermato da un problema alla schiena. Se si ripete la partita con i Dragons, il rischio è di perderla.

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