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Zebre sempre più italiane, ma più deboli: il mercato visto da vicino

Le Zebre Parma 2026-27: analisi della rosa e del mercato di DanPat Rugby

Terzo anno di Massimo Brunello, Zebre Parma sempre più italiane. Sulla carta è una buona notizia. Ma se guardo i movimenti di mercato delle ultime due estati, la domanda che mi faccio è un’altra: questa squadra è più forte o più debole di quella che due anni fa aveva fatto intravedere qualcosa? Per me, purtroppo, più debole.

Dopo la lista della spesa del Benetton, tocca a Parma: alla franchigia federale che resta, piaccia o no, la squadra di sviluppo del rugby italiano. Un progetto che per tanti anni è sembrato incomprensibile. O forse eravamo noi a non volerlo capire.

Cinque stagioni in una riga

Per capire dove sono le Zebre bisogna partire da dove sono state. Dal 2021-22 il copione dello URC è stato quasi sempre lo stesso:

  • 2021-22: ultime, 1 vittoria, 9 punti;
  • 2022-23: ultime, nessuna vittoria, 11 punti;
  • 2023-24: ultime, 1 vittoria e 1 pareggio, 15 punti;
  • 2024-25, primo anno di Brunello: penultime, 5 vittorie e 1 pareggio, 29 punti;
  • 2025-26: di nuovo ultime in campionato con 2 vittorie, ma fino ai quarti di finale di Challenge Cup.

Il 2024-25 è stato il vero passo avanti, con quasi il doppio dei punti dell’anno prima. Ed è proprio da lì che conviene ripartire, perché è dopo la stagione migliore che si è cominciato a smontare qualcosa.

Estate 2025: i pezzi pesanti che non sono tornati

Alla fine di quella stagione hanno lasciato Parma due top player come Danilo Fischetti, passato ai Northampton Saints, e Andrea Zambonin, andato agli Exeter Chiefs. Con loro è uscito Luca Bigi, passato al Valorugby, e se n’è andato un gruppo di stranieri che contavano: Fetuli Paea, Scott Gregory, Geronimo Prisciantelli, Ratko Jelic e Rusiate Nasove, oltre a giovani come Bozzoni e Andreani.

Giocatori come Fischetti e Zambonin, a Parma, non li rimpiazzi: quando parte un nome di quel calibro, le Zebre non hanno né le finanze né l’attrattività per portarne uno dello stesso livello. Il mercato in entrata è stato comunque equilibrato, fatto di scambi con il Benetton e di promozioni dalla Serie A Elite: David Odiase, Giulio Bertaccini, Mirko Belloni da Rovigo, Samuele Locatelli da Viadana, Alessandro Ortombina rientrato dalla Francia, Marco Zanon arrivato da Treviso, più la crescita di Malik Faissal.

Perché le Zebre sono sempre più italiane?

Perché gli stranieri che partono non vengono sostituiti da stranieri dello stesso peso. Nell’estate 2025, a fronte di cinque uscite importanti, è arrivato di fatto il solo argentino Martin Roger Farias. È una scelta di progetto, ma anche il segno di un budget che non permette innesti di livello internazionale.

Uno dirà: è una cosa positiva. Certo. Ma ogni tanto bisogna rendersi conto che, se si vuole competere davvero a un livello più alto, qualche innesto ci vorrebbe. Un paio di anni fa, quando le Zebre schieravano un XV tutto italiano, ci guardavamo e dicevamo: «Wow». Adesso sarà quasi sempre così, per forza di cose.

Estate 2026: meno uscite, ma quasi nessuna entrata

Quest’anno le partenze pesano un po’ meno, però si sentono. In prima linea se n’è andato Ion Neculai, su cui Brunello aveva scommesso tantissimo e che è passato ai Northampton Saints, mentre Matteo Nocera è andato al Lione come jolly medico. Hanno salutato anche Guido Volpi, Iacopo Bianchi (passato al Rovigo), Giacomo Milano e Martin Roger Farias; Luca Morisi ed Enrico Lucchin hanno chiuso la carriera, e Malik Faissal è volato anche lui a Northampton.

Poi c’è Gonzalo García, il mediano di mischia dei Pumas. A volte un po’ disordinato, d’accordo, ma quando riusciva a dare ritmo faceva davvero viaggiare la squadra. Non avere più un motorino così potrebbe essere un problema.

In entrata il nome è uno: Tommaso Allan, tornato in Italia per giocarsi quelle che potrebbero essere le ultime carte della carriera e arrivare bene al Mondiale 2027. Intorno a lui innesti mirati: piloni per tamponare l’emergenza in prima linea, un blocco di giocatori dal Petrarca Padova, i mediani Patricio Baronio e Lorenzo Citton e il centro sudafricano Zane Bester, in prestito dai Griquas. Al raduno precampionato è stato invitato anche il giovanissimo Tom Whorrod, apertura inglese di origini italiane, classe 2007.

L’anno scorso le uscite erano state più pesanti, ma almeno erano state compensate: erano arrivati Odiase, Zanon e Belloni, che si è dimostrato un ottimo giocatore, ed era stato promosso Faissal. Quest’anno, al netto di qualche sorpresa che scopriremo durante la stagione, arriva poco o niente.

Anche quest’anno le Zebre si indeboliscono, si indeboliscono, io direi anche parecchio.

Una rosa più matura, non più forte

Il risultato è una rosa promettente, sì, e più matura. Ma per valore del singolo giocatore, per me, più debole stagione dopo stagione. È il limite di una franchigia che lavora con le risorse che ha. Dentro questa rosa, reparto per reparto, ci sono comunque i motivi per sperare: li ho messi in fila nel pezzo sulla rosa.

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Danilo — DanPat Rugby

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