La sconfitta con la Nuova Zelanda complica, ma non chiude, il cammino dell’Italia U20 al Mondiale di categoria. Perché il piazzamento finale nella Pool B, adesso, dipende da un’altra partita: Giappone-Scozia.
La classifica in questo momento
La Nuova Zelanda ha chiuso il girone a punteggio pieno, salendo a quota 15 e blindando il primo posto. L’Italia resta seconda, ma con il fiato della Scozia sul collo: gli scozzesi — che agli Azzurrini hanno già inflitto la sconfitta dell’esordio (38-32) e vantano una differenza punti migliore — sono a sei punti e possono scavalcare l’Italia anche con un solo punto di bonus contro il Giappone.
Gli scenari: quando l’Italia resta seconda
All’Italia U20 basta un incastro per restare seconda? Sì: se il Giappone batte la Scozia lasciandola a secco di punti, gli Azzurrini conservano il secondo posto nel girone. Se invece la Scozia muove la classifica e agguanta il bonus, scatta il sorpasso e l’Italia scivola terza.
È il grande rammarico della serata: con una vittoria sui Baby Blacks, l’Italia sarebbe stata prima e si sarebbe giocata la finale per il titolo mondiale. Un dettaglio che rende ancora più amara la sconfitta.
E se l’Italia finisse terza?
In caso di terzo posto, il cammino porterebbe al gruppo delle terze, quello che assegna le posizioni dalla nona alla dodicesima: due semifinali e una finale di piazzamento. Nella lettura fatta in diretta da DanPat, l’Italia incrocerebbe la vincente tra Georgia e Uruguay, in un raggruppamento con un’Irlanda ormai certa di quella fascia e con la vincente di Spagna-Fiji.
Il vincere conta, ma il risultato va letto dentro un percorso di crescita, di formazione dell’Under 20.
Perché al di là degli incastri, è questa la cornice giusta: a questa età il tabellone conta meno della crescita. Ma restare tra le prime otto del mondo, per questa generazione, resterebbe comunque un segnale.
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