Kutaisi (Georgia). Finisce 45-15 per la Nuova Zelanda, e resta la sensazione di un’occasione persa. All’AIA Arena, gli Azzurrini di Andrea Di Giandomenico chiudono la fase a gironi del Mondiale U20 con una sconfitta pesante contro i Baby Blacks, in una partita che il punteggio racconta solo in parte.
Il ko è netto, ma la lettura a caldo è più sfumata: per DanPat non è stata una buona partita, con un’Italia che ha regalato troppo. Tanti, troppi errori gratuiti, che hanno spianato la strada a una Nuova Zelanda comunque superiore.
Un primo tempo che aveva illuso
La prima mezz’ora aveva fatto pensare che l’Italia potesse giocarsela, la stessa sensazione già vissuta all’esordio con la Scozia. Poi i dettagli, tutti dalla parte sbagliata. La disciplina, prima di tutto: nel racconto di DanPat gli Azzurrini arrivano a nove penalità concesse a metà gara, per un conteggio finale di 12-10, con anche un cartellino giallo a pesare sull’inerzia.
C’è un episodio che riassume la giornata storta: una meta neozelandese nata da una situazione confusa, con l’arbitro che prima segnala il vantaggio e poi porta il fischietto alla bocca. I giocatori si fermano, i neozelandesi no: raccolgono e vanno a segnare. Un’immagine che, per DanPat, fotografa il caos di una serata storta.
I numeri raccontano un’altra partita?
Le statistiche dicono che non c’è stato il dominio che il tabellino lascerebbe immaginare. L’Italia lancia 17 rimesse laterali ma ne porta a casa solo il 76%, contro il 100% neozelandese; nei metri percorsi i Baby Blacks fanno segnare 278 contro i 189 azzurri, pur con qualche pallone portato in meno (79 contro 100). Cifre lette in diretta, da prendere per quello che sono: il polso di una gara giocata a fasi alterne, non di un naufragio.
Le individualità: talento sì, precisione no
Restano le individualità, che non sono mancate. Il capitano Riccardo Casarin, l’ala David Luisato — uscito però a fine gara per un problema muscolare che fa temere per il resto del torneo — e la vivacità di Enoch Opoku-Gyamfi, di nuovo avanzante e interessante nella soluzione da numero 8. Su Mattia Fox Andretti il giudizio è netto: un talento che si riconosce a occhio, ma oggi accompagnato da poca precisione, con qualche pallone perso di troppo. E Luisato, forse, andava cercato di più.
Cosa manca per il salto?
Perché l’Italia U20 non ha convinto contro la Nuova Zelanda? Perché è mancata la precisione nei fondamentali e la ferocia nel secondo tempo: serviva una reazione d’orgoglio, invece i Baby Blacks sono scappati e gli Azzurrini non hanno trovato il killer instinct nemmeno per un punto di bonus offensivo.
Il rugby è uno sport di combattimento dove bisogna veramente, veramente non prescindere da quella battaglia feroce davanti.
Il risultato, avverte DanPat, va letto dentro un percorso di crescita: a questa età conta formare più che vincere. Ma la sensazione è che oggi l’Italia non abbia fatto un passo avanti, anzi. Dalle sconfitte si impara, e forse è questa la lezione da portare a casa.
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