Se c’è un torneo che ogni inverno ferma gli appassionati di rugby in tutta Europa, è il Sei Nazioni. Cinque weekend tra febbraio e marzo, sei squadre, una rivalità che dura da più di un secolo — e per noi italiani la vetrina più importante di tutte.
Quali sono le sei nazioni
Italia, Francia, Inghilterra, Irlanda, Galles e Scozia. L’Italia è entrata nel 2000, trasformando il vecchio Cinque Nazioni nel torneo che conosciamo oggi.
Come funziona: cinque giornate, tutti contro tutti
Si gioca tra febbraio e marzo, su cinque giornate: ogni squadra affronta tutte le altre una volta, alternando casa e trasferta a seconda dell’edizione. Vince chi chiude in testa alla classifica.
Il punteggio (e i bonus che cambiano tutto)
Vittoria 4 punti, pareggio 2, sconfitta 0. Poi i bonus: un punto in più a chi segna almeno quattro mete in una partita, e un punto a chi perde con uno scarto entro i 7. E c’è il premio grosso: chi vince tutte e cinque le partite fa il Grande Slam e si prende altri 3 punti di bonus.
Grande Slam e Cucchiaio di legno
Il Grande Slam è il massimo: batti tutti, nessuno escluso. All’estremo opposto c’è il Cucchiaio di legno, il «premio» simbolico e poco ambito che tocca a chi arriva ultimo.
Perché conta per l’Italia
Perché è il palcoscenico dove gli azzurri si misurano con le migliori d’Europa, ed è lì che si vede, anno dopo anno, quanto stiamo crescendo. Cinque domeniche da vivere tutte d’un fiato.
Guarda il nostro video: 6 Nazioni: chi ha dominato e chi ha deluso.
