C’è un copione che i Bulls non riescono a cambiare. Quarta finale di United Rugby Championship nell’era sudafricana, quarta sconfitta: a Croke Park il Leinster ha vinto 36-7 e ha messo in bacheca un titolo che vale doppio, perché è il primo bis della storia del torneo.
La squadra di Leo Cullen non ha lasciato scampo. Ha indirizzato la finale nel giro di mezz’ora e poi l’ha gestita, trasformando ogni errore avversario in punti. Per i sudafricani di Johan Ackermann, ancora una volta, l’ultimo gradino è rimasto il più alto da salire.
Una finale decisa nel primo tempo
Il match si mette in discesa quasi subito. Al 2′ Canan Moodie finisce in giallo per un fallo di mano intenzionale e, con un uomo in più, il Leinster colpisce: al 6′ un passaggio sbagliato dell’apertura difensiva dei Bulls finisce tra i piedi di Tommy O’Brien, che calcia, insegue e schiaccia in mezzo ai pali.
Dieci minuti dopo arriva il raddoppio: rimessa rapida di Jamison Gibson-Park, passaggio interno di Sam Prendergast, l’estremo Hugo Keenan salta l’uomo e serve Rieko Ioane, che chiude all’angolo. Al 26′ il secondo giallo dei Bulls — Willie le Roux, stesso fallo di Moodie — spalanca la strada alla terza meta, quella di Jack Conan da pochi metri. Prendergast aggiunge una punizione e si va al riposo sul 22-0.
Prendergast MVP, ma è una vittoria corale
Nella ripresa è proprio l’apertura a chiudere virtualmente i conti: meta in mischia aperta mentre Piardi tiene il vantaggio, conversione personale e 29-0. A fine partita il premio di man of the match va a lui, Sam Prendergast.
Eppure, secondo DanPat, è stata soprattutto una vittoria di sistema: un Leinster solido in cui nessuno ha brillato in modo clamoroso, contro un Bulls in cui nessuno è andato davvero a fondo. Nel ballottaggio per il migliore in campo ci sarebbero potuti stare anche Gibson-Park o Jamie Osborne.
Il rapporto dei Bulls con le finali è molto complicato.
I troppi errori dei Bulls
Il dato che pesa è un altro: i Bulls avrebbero avuto un appiglio e non l’hanno sfruttato. In mischia chiusa il pacchetto sudafricano, con Gerhard Steenekamp e Francois Klopper davanti, ha avuto a tratti un buon dominio. Ma intorno a quella piattaforma è mancato tutto: troppi palloni persi, troppe imprecisioni, la sensazione di una squadra che si è auto-eliminata prima ancora di essere battuta.
L’unico squillo arriva al 62′, quando lo stesso Moodie si fa perdonare il giallo iniziale spingendo oltre la linea dopo una maul, con Handré Pollard alla conversione. Troppo poco e troppo tardi: nel finale Harry Byrne, entrato per Prendergast, va a segno sotto i pali per il definitivo 36-7.
Perché si parla di “maledizione” dei Bulls?
Perché è un dato di fatto, non un modo di dire. Da quando sono entrati nell’URC i Bulls hanno raggiunto quattro finali in cinque stagioni (2022, 2024, 2025 e 2026) e le hanno perse tutte, a cui si aggiunge la finale della Rainbow Cup 2021 ceduta al Benetton. Sul fronte opposto, il Leinster festeggia il decimo titolo di lega della sua storia e diventa la prima squadra a vincere due edizioni di fila nell’era URC.
Si chiude così una stagione lunga. E mentre i club vanno in vacanza, il calendario gira già verso le nazionali: il Mondiale Under 20 in Georgia e il tour estivo dell’Italia nel Nations Championship.
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