A La Rochelle di italiani in campo per il Tolosa ce n’erano due. Uno, Menoncello, ha segnato al debutto. L’altro, Ange Capuozzo, non si è visto. Impalpabile, e lo dico con affetto, perché so quanto vale.
Perché Capuozzo non si è visto?
Perché Capuozzo è un giocatore che va messo in moto: ha bisogno di spazi e di tempi giusti per correre, e domenica il Tolosa non aveva né gli uni né gli altri. Si è trovato in un paio di situazioni con palla vagante e ha provato a entrarci dentro, ma una squadra così caotica non produce i palloni che gli servono.
A questo aggiungo il fattore forma: siamo alla prima giornata, e anche lui ha bisogno di tempo per arrivare al cento per cento.
Lo spavento (che non era lui)
A fine primo tempo ci siamo spaventati: mi era sembrato si fosse fatto male a una mano. Non era lui, era Gourgues. Ma il riflesso dice tutto: quando guardiamo Capuozzo lo guardiamo sempre in punta di sedia, con la paura che gli succeda qualcosa.
Un giocatore particolarmente fragile, ma incredibile per l’Italia.
Un giocatore con un’intelligenza rugbistica come pochi e con l’X Factor che tutti conosciamo. Per l’Italia che va verso il Mondiale, è un pezzo che non possiamo permetterci di perdere.
Gli altri italiani del weekend
Non c’è solo il Tolosa. Sabato Paolo Garbisi ha fatto molto bene con il Perpignan, sconfitto 28-26 a Parigi dallo Stade Français. Da questa settimana seguiremo di più le avventure di tutti gli italiani del Top 14: è il modo migliore per avvicinarci al Mondiale.
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