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Paolo Garbisi riparte da Perpignan: un posto da giocarsi, dopo un anno in cui non giocava

Copertina del podcast Divagazioni di Rugby episodio 40 dedicato a Benetton e Zebre

C’è un’immagine che nell’episodio 40 di Divagazioni di Rugby è tornata più volte: Paolo Garbisi che raggiunge lo stadio Aimé Giral fra due ali di folla, in mezzo a fumogeni, bambini e tifosi che lo abbracciano. «Deve essere un’esperienza giocare in un contesto del genere», ha commentato DanPat. Per un giocatore che fino a pochi mesi fa a Tolone si era sentito dire che non avrebbe più giocato, è più di una scenografia.

Come si era chiusa a Tolone

Il passaggio all’USAP Perpignan è stato definito a fine giugno 2026, con un accordo biennale. Garbisi ha lasciato il Tolone un anno prima della scadenza del contratto, dopo una seconda parte di stagione in cui era finito dietro nelle gerarchie: da gennaio in poi le presenze si contano sulle dita di una mano, con Tomás Albornoz davanti a lui.

Il mediano d’apertura azzurro lo ha raccontato con una frase che in trasmissione è stata ripresa quasi alla lettera: quando ti dicono che non giocherai mai più, quella non è concorrenza sana. Nel podcast è stato ricordato anche il punto più basso di quel periodo, la trasferta di La Rochelle chiusa con un passivo pesantissimo dal Tolone. Va però precisato che quella partita è del gennaio 2026, quindi della stagione scorsa, e che la ricostruzione fatta a braccio sulla formazione schierata dai varesini quel giorno non trova riscontro nelle fonti.

Perché Perpignan è diversa

La differenza, secondo la lettura data in trasmissione, sta in quello che gli è stato detto all’arrivo. A Perpignan nessuno gli ha promesso il posto da titolare: nel reparto ci sono altri giocatori capaci di reggere il livello internazionale. Gli hanno detto un’altra cosa, e cioè che il posto se lo gioca, tutti i giorni, in una formazione più forte di quella dell’anno scorso.

«È un’altra motivazione», ha osservato Lovisetto. E il campo, per ora, gli dà ragione: il numero 10 azzurro ha iniziato bene il campionato.

Il contesto aiuta a capire il peso della scelta. A meno di un anno dal Mondiale 2027, restare in Top 14 significava restare nel campionato più competitivo d’Europa invece di accettare le proposte arrivate dal Sudafrica. Per un giocatore che dovrà rientrare nelle gerarchie di Gonzalo Quesada, la differenza fra giocare e non giocare vale più di qualunque altra considerazione.

Il quadro degli azzurri in Francia

Il podcast si è poi allargato agli altri italiani del Top 14. Su Ange Capuozzo il giudizio è stato entusiasta: schierato ala sinistra contro Bordeaux, una posizione inusuale per lui, ha comunque fatto benissimo in una partita in cui Tolosa è apparsa, parole loro, semplicemente ingiocabile. Buona anche la prova di Martin Page-Relo, schierato titolare dal Bordeaux in una gara finita malissimo per i suoi: già la scelta di preferirlo a Maxime Lucu, per DanPat, è un segnale.

Attenzione infine a un nome nuovo: Kevin Gourgues, il centro da cui nasce l’azione della meta di Capuozzo. «Per adesso questo Gourgues gioca, perché è veramente forte», la sintesi del podcast, in un reparto che comprende anche Santiago Chocobares, Tommaso Menoncello e Pierre-Louis Barassi.

Leggi anche: Tolosa-Bordeaux 48-12: Capuozzo e Dupont devastanti · Perché Menoncello non era in campo contro Bordeaux

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